Metro di paragone

Il Movimento 5 stelle a #Roma ha trovato un’altra (grande) opera a cui dire no: la #metropolitana. Tra le motivazioni:
– perché no (che ci sta sempre bene)
– perché se no rubano (dovresti controllare tu che non rubino)
– perché tanto a Roma se scavi trovi de tutto (ma va?)

Ecco, mi vorrei soffermare su quest’ultima, tanto le prime due le abbiamo già discusse per #Olimpiadi e #Stadio. Insomma, dice un antichissimo adagio che “A Roma scavi e trovi ogni cosa” Non so, ma a me ricorda tanto #CorradoGuzzanti – #Rutelli che aveva problemi con “la capoccia de Mario Silla”. E mi sembra solo un’eterna scusa per NON fare oppure per fare ma un po’ così come viene “poi vedemo…” Tipo quando stavano facendo gli scavi per la metro C vicino al Mandrione. A sette metri da un acquedotto Romano. E che ti aspettavi, come direbbe Uma Thurman.

Quindi sì, a Roma nel sottosuolo non c’è solo un’altra città ma anche due tre o quattro. Ab Urbe Condita, va da sé che progettare una linea sotterranea porta alla scoperta di numerosi tesori. Sono strana, lo sapete, ma per me questa ricchezza non è mai stata un problema. Assodato che Roma non può avere a malapena due linee di metropolitana, e mi confermeranno gli amici in trasferta a Vienna “per via dell’omonima partita” che addirittura la capitale austriaca ne ha 7/8; assodato che quando scavi trovi i resti di antiche civiltà, la soluzione non potrà MAI essere quella di non costruire linee metropolitane. La metro si può e si deve fare. Scavi e trovi la capoccia di Mario Silla? Molto bene, si chiamano i Beni Culturali che a loro volta recluteranno le squadre di archeologi ed esperti vari (così vediamo se è vero che certe lauree non servono…) si prelevano i tesori, si catalogano, si mettono in un museo e nel frattempo continui a fare i lavori. Se il museo non c’è lo costruisci, magari in quelle periferie che saranno finalmente meglio collegate al resto della città e che aspettano da decenni riqualificazioni territoriali e culturali. Pensa un po’, porti i mezzi pubblici e pure la cultura. Vigilando sulle nomine, sui costi, sugli appalti e su tutto quello che un amministratore deve controllare quando viene eletto per governare una città. Non sarebbe “bellissimo”?

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