ELECTION DAY…. De Noantri!

In questi giorni è giunta al suo epilogo la campagna elettorale per decidere il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

I cittadini di quella che ancora oggi è una delle nazioni più influenti al mondo in queste ore sono chiamati a scegliere tra il candidato Repubblicano Donald Trump, e la candidata Democratica Hilary Clinton. Fin qui sembrerebbe una notizia come tante, direte voi… eppure, eppure qualcosa mi solletica i polpastrelli al punto da scrivere qualche riga sull’argomento.

Indipendentemente da quello che sarà l’esito delle elezioni (per molti abbastanza scontato), quello ha colpito la mia attenzione è stata proprio la campagna elettorale. Se l’Italia per la sua classe politica piange (e ne ha ben d’onde), vedremo che l’America non ride affatto.

Facciamo innanzitutto un poco di chiarezza sul metodo elettorale utilizzato negli USA. Da Wikipedia: <>

Quindi, in barba agli ignoranti che sostengono che il presidente negli USA se lo scelgono i cittadini, saranno invece questi candidati a confermare con il loro voto il candidato designato dal loro partito. Qualcuno ha pensato “Ma anche da noi il presidente viene scelto dalle camere”?  Appunto.

La campagna elettorale è ovviamente iniziata con le elezioni primarie volte a scegliere i candidati dei partiti. E già qui ne abbiam viste di cotte e di crude. Infatti, nonostante i proclami e le bellissime immagini dove ad ogni convention migliaia di americani plaudenti sventolavano le loro bandierine a stelle e strisce per il loro candidato, abbiamo visto la Clinton affermarsi abbastanza facilmente contro i suoi avversari, mentre Trump (ad oggi unico aspirante presidente NON proveniente dal mondo della politica, oltre al generale Dwight D. Eisenhower) ha stentato non poco, al punto da creare un punto di rottura all’interno dello stesso partito repubblicano. Tanto per dirne una, i Bush e Paul Ryan (speaker della camera, personaggio tanto giovane quanto in vista) non sosterranno Trump. Vabbè, cose che succedono, direte voi. Eppure questo piccolo fatto secondo me ha reso ancora più piccante il proseguire della corsa alla casa bianca.

Per recuperare posizioni, Trump ha decisamente spinto sull’acceleratore. Quello che ne è scaturito, è stato un botta e risposta a suon di cafonate che nemmeno in una rissa alla Asterix e Obelix… se da una parte Trump si è dimostrato il re del politicamente scorretto:

– I messicani additati come criminali e stupratori, tanto da voler costruire un muro al confine col messico (si, avete letto bene);

– Negare l’ingresso ai musulmani negli USA (gli fai recitare il Credo all’ingresso alle frontiere?);

– Criticare e insultare praticamente tutti (http://www.nytimes.com/interactive/2016/01/28/upshot/donald-trump-twitter-insults.html?_r=0)

– Dare sfogo alla propria misoginia ed essere accusato di molestie/aggressioni (Arcore non c’entra nulla stavolta);

– Minacciare di non riconoscere il risultato delle urne in caso di sconfitta

… anche la ex first lady si è ritrovata invischiata in molte situazioni poco chiare:

– Essere coinvolta in uno scandalo rispolverato ad arte e riuscire a metterlo a tacere colpendo nientemeno che il direttore dell’FBI

– Concedere colloqui al Dipartimento di Stato a persone e governi stranieri che guardacaso poco prima avevano erogato sostanziose donazioni alla Fondazione Clinton

L’apice secondo me è stato raggiunto nel corso dell’ultimo confronto televisivo (https://www.youtube.com/watch?v=PcfNYIYvYn0). Se avete pazienza di guardarvelo tutto, vi assicuro che sarete indecisi se ridere o piangere! Vi basti sapere che la stessa Clinton è arrivata anche lei agli insulti personali 😀

Insomma: l’America come modello di democrazia occidentale? Ma anche no!

P.S. : Chi avesse visto in queste righe dei riferimenti ai vari Salvini, Berlusconi, Renzi e pentastellati vari, sappia che sta pensando male! (Ma come diceva il caro vecchio Andreotti: “A pensar male si fa peccato… ma quasi sempre ci si azzecca!”)

A.F.

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